Praticando le vocazioni.

Quello che ho capito della Misericordia. Carlo ANDORLINI

La prima volta che ho visto la Misericordia del Lido di Camaiore “MiseLido”, nel senso di entrarci e capire qualcosa, è stato nell’estate del 2008.
I motivi che mi hanno portato a “entrarci” non sono importanti ma invece importante è che poi da quell’anno bene o male, ogni tanto ci ho passato e ci passo del tempo, ho fatto e faccio piccoli passi accanto alle persone che l’hanno resa quello che è oggi e accanto al bellissimo percorso di comunità di questa realtà nel suo insieme.
E tra l’altro, per essere precisi, quella prima volta era anche la prima volta che entravo “per bene” dentro una Misericordia. Poi da quell’anno fino ad oggi ne ho viste circa 200 di Misericordie in giro per l’Italia. E una idea un po’ più precisa di cosa sia una Misericordia forse ce l’ho. Dico forse perché non esiste una realtà in questo Movimento uguale all’altra.
Non esiste un’esperienza che possa essere raccontata come un’altra.
Andando da Lampedusa a Cuneo nel mezzo c’è davvero l’Italia con le sue bellezze ma anche con le sue povertà.
E le Misericordie d’Italia certo non sono escluse da questa eccezionale contraddizione.
Ma questa MiseLido è proprio qualcosa di speciale. Difficile che non ne faccia riferimento per esempio quando per professione parlo in un corso di formazione e spiego che cosa vuol dire essere volontariato dentro una comunità, accanto a una comunità, con una comunità.
E difficile è non provare in questo piccolo contributo, che è solo un piccolo atto di affetto verso delle persone a cui sono legato, a segnare, sottolineare tre brevi punti che sono sostanziali, a mio modo di vedere,  per una esperienza che si voglia
dire sociale, collettiva, di comunità appunto.


PRIMO PUNTO. La MiseLido pratica innovazione sociale. Dove l’innovazione agisce attraverso la collettività e verso quella muove gli obiettivi del suo agire, non solo risponde in modo innovativo ad alcuni bisogni, ma propone anche nuove modalità partecipativa di decisione e di azione. E a Lido c’è un modo di interpretare l’innovazione che tenta ogni giorno di rigenerare un sistema di solidarietà in profonda crisi di fiducia. Ritrovare quindi la realtà, produrre valore, innovare anche l’ organizzazione pensandoci nuovi sempre è quello che questa Misericordia tenacemente prova a fare giorno dopo giorno.

SECONDO PUNTO. La MiseLido è un soggetto “a vocazione pubblica”. Siamo di fronte a un sistema pubblico labile, fragile che fatica a stare attento e a rimanere con una sufficiente presenza nelle nostre comunità. Ed è per questo che una organizzazione è chiamata ad essere soggetto di comunità, garante della comunità, dentro la comunità, forte della propria
comunità. E questo la Misericordia del Lido di Camaiore lo interpreta in maniera singolare: é infatti una organizzazione sì di volontariato ma a tutti gli effetti anche “a vocazione pubblica” e di “utilità pubblica”.


TERZO PUNTO. La MiseLido è una organizzazione “anticipatrice”. Nelle organizzazioni di comunità è imprescindibile uno spazio libero e di movimento non già organizzato (da servizi, turni, personale, volontariato, budget, ecc.) ma disponibile al nuovo che può arrivare. Questo spazio arriva naturalmente quando siamo di fronte a un soggetto che ha una vocazione anticipatoria e che, una volta che ha individuato il nuovo bisogno lo fa emergere, gli dà una prima risposta in modo che poi ci sia una presa in carico il più veloce possibile. E’ uno stile o una propensione potremmo dire ma in questa Misericordia è anche una competenza.
Bene, senz’altro di punti da sottolineare ce ne sarebbero tanti altri (ma a me hanno colpito questi in particolare) e senz’altro quelli espressi avrebbero bisogno di essere raccontati meglio e da penne più capaci ma credo valga il gesto. Un gesto, il mio,– che vuol semplicemente dire che i patrimoni che abbiamo conosciuto e in qualche maniera abbiamo vicino hanno il valore per quello che sono ma anche il valore per quello che raccontano.
E ogni tanto fare un esercizio anche breve di racconto è salutare per chi scrive e forse anche per chi legge.
Buon cammino MiseLido.

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